
Date: mercoledì, 26 dicembre 2007
Time: 21:36

Buone Feste
A chi si sente solo
a chi ha la gioia nel cuore
a chi vorrebbe essere amato
a chi vorrebbe donare
a chi ha sbagliato
a chi vorrebbe volare.
A chi è in guerra
a chi si sente in pace
a chi soffre in silenzio
a chi sa perdonare.
A chi non ha occhi per vedere
a chi sa ascoltare.
A chi ha una meravigliosa famiglia
a chi è lontano dalla sua terra
a chi ha degli amici
a chi invece ne vorrebbe da amare.
A chi è povero
a chi desidera una casa
per vivere queste feste..
A te a me...
a tutti NOI!
Tanti
tantissimi
AUGURI!
Wrote By: LastExile
commenti (14)
Date: sabato, 22 dicembre 2007
Time: 22:59

A mia figlia
Procedi con calma tra il frastuono e la fretta e ricorda quale pace possa
esservi nel silenzio.
Per quanto puoi, senza cedimenti, mantieniti in buoni rapporti con tutti.
Esponi la tua opinione con tranquilla chiarezza e ascolta gli altri: pur se
noiosi e incolti, hanno anch’essi una loro storia.
Evita le persone volgari e prepotenti: costituiscono un tormento per lo spirito.
Se insisti nel confrontarti con gli altri rischi di diventare boriosa e amara,
perché sempre esisteranno individui migliori e peggiori di te.
Godi dei tuoi successi e anche dei tuoi progetti.
Usa prudenza nei tuoi affari, perché il mondo è pieno d’inganno.
Ma questo non ti renda cieca a quanto vi è di virtù: molti sono coloro che
perseguono alti ideali e dovunque la vita è colma di eroismo.
Sii te stessa e soprattutto non fingere negli affetti.
Non ostentare cinismo verso l’amore, perché, pur di fronte a qualsiasi
delusione e aridità, esso resta perenne come il sempreverde.
Accetta docile la saggezza dell’età, lasciando con serenità le cose della
giovinezza.
Coltiva la forza d’animo, per difenderti nelle calamità improvvise.
Ma non tormentarti con delle fantasie: molte paure nascono da stanchezza e
solitudine.
Al di là di una sana disciplina, sii tollerante con te stessa.
Tu sei figlia dell’universo non meno degli alberi e delle stelle, ed hai pieno
diritto d’esistere.
Perciò sta’ in pace con Dio, qualunque sia il concetto che hai di Lui. E
quali che siano i tuoi affanni e aspirazioni, nella chiassosa confusione
dell’esistenza, mantieniti in pace col tuo spirito.
Nonostante gli inganni, i travagli e i sogni infranti, questo è pur sempre
un mondo meraviglioso, perciò sii prudente e sforzati d’essere felice.
Wrote By: LastExile
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Date: mercoledì, 20 giugno 2007
Time: 21:24
- Lentamente muore - Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni Pablo Neruda
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
Wrote By: LastExile
commenti (51)
Date: martedì, 29 maggio 2007
Time: 11:59
Medusa
La spiaggia deserta, Ninfa, gli occhi persi nel mare, semidistesa tra le onde e la sabbia, sulla riva. Ginocchia piegate, un poco aperte verso il mare, le gambe nell'acqua e i gomiti appoggiati all'indietro, sulla sabbia. Il suo corpo mollemente assecondava il languido rifluire delle onde. La brezza le carezzava il viso.Talvolta l'acqua si frangeva in piccoli spruzzi contro le sue ginocchia, lambiva la pelle bruna e dorata per il sole. Ninfa, distesa, lasciava i suoi pensieri, leggeri, languidi e dolci invocare il mare, evocare amore. Forse fu un tritone, un mostro marino, o lo stesso divino Nettuno, o chissà quale altre misteriosa creatura marina... Forse giunsero a Lui, scivolando a fior d'acqua, leggeri, pensieri di Ninfa, a turbarlo nel profondo, ad accendere in Lui passione violenta ed improvvisa. Ninfa, incosciente, ingenua, s'accorse appena che il mare si gonfiava di lontano. Il suo sguardo, perso là dove l'orizzonte azzurro si confonde, vide o non vide il cavallone avvicinarsi, lento e minaccioso? Rimase immobile, fissava negli occhi il Mare, fu il fascino o il terrore a sedurla? E d'improvviso, immenso, fu davanti a lei, e Ninfa sbarrò gli occhi, fu sul punto di essere travolta. E violentemente Lui si riversò su di lei, lasciandola senza fiato, con ondate che le riempirono anche l'anima, lavarono, bruciarono, purificarono tutti i suoi visceri, tutti i suoi organi, dalla bocca dello stomaco passò nel cuore, e attraverso il sangue, nei polmoni, le riempì la gola come un grido, riempì la bocca il rumore del mare, e risalì fino a farle perdere coscienza, fino a farla impazzire, finché gli occhi esplosero in spruzzi di luce, e stupore, terrore, agonia. Ed il riflusso la svuotò, con il sospiro profondo della risacca, d'ogni altra spoglia mortale e la lasciò lì, a sciogliersi poco a poco al sole, pelle diafana di Medusa, creatura d'acqua e di luce.

Wrote By: LastExile
commenti (39)
Date: martedì, 08 maggio 2007
Time: 18:07
- Scarpette Rosse -
C'era una volta una povera orfana che non aveva scarpe.
La bimba conservava tutti gli stracci che riusciva a trovare finchè un bel giorno riuscì a confezionarsi un paio di scarpette rosse. Erano rozze, ma le piacevano. La facevano sentire ricca nonostante trascorresse, fino a sera inoltrata, le sue giornate a cercare cibo nei boschi.
Un giorno, mentre percorreva faticosamente una strada, vestita dei suoi stracci e con le scarpette rosse ai piedi, una carrozza dorata le si fermò accanto.
La vecchia signora che la occupava le disse che l'avrebbe portata a casa con sé e l'avrebbe trattata come una sua figlioletta.
Così andarono nella dimora della vecchia signora ricca, e là furono lavati e pettinati i capelli della bambina. Le furono dati biancheria fine, un bell'abito di lana e calze bianche e lucide scarpe nere.
Quando la bambina chiese dei suoi vecchi abiti, e in particolare delle scarpette rosse, la vecchia le rispose che, sudici e ridicoli com'erano, li aveva gettati nel fuoco.
La bimba era molto triste perché quelle umili scarpette rosse che aveva fatto con le proprie mani le avevano dato la più grande felicità. Ora era costretta a stare sempre ferma e tranquilla, a parlare senza saltellare e soltanto se interrogata.
Un fuoco segreto le si accese nel cuore e continuò a desiderare più di ogni altra cosa le sue vecchie scarpette rosse.
Poiché la bambina era abbastanza grande da ricevere la cresima, la vecchia signora la portò da un vecchio calzolaio zoppo, per acquistare una paio di scarpe speciali per l'occasione.
In vetrina facevano bella mostra di sé un paio di scarpe rosse confezionate con la pelle più morbida che si possa trovare.
La bimba, spinta dal suo cuore affamato, subito le scelse.
La vecchia signora ci vedeva così male che non si accorse del colore e le comprò. Il vecchio calzolaio strizzò l'occhio alla piccola e le incartò le scarpe.
Il giorno dopo, in chiesa, tutti rimasero sorpresi da quelle scarpe rosse che brillavano come mele lustrate, come cuori, come prugne ben lavate. Ma alla bimba piacevano sempre di più.
In giornata la vecchia signora venne a sapere delle scarpette rosse della sua pupilla.
"Non mettere mai più quelle scarpe" le ordinò minacciosa.
Ma la domenica dopo la bambina non potè fare a meno di mettersi le scarpette rosse, e poi si avviò alla chiesa con la vecchia signora. Sulla porta della chiesa c'era un vecchio soldato con il braccio al collo. S'inchinò, chiese il permesso di spolverare le scarpe e toccò le suole cantando una canzoncina che le fece venire il solletico ai piedi.
"Ricordati di restare per il ballo" e le strizzò l'occhio.
Anche questa volta tutti guardarono con sospetto le scarpette rosse della bambina.
Ma a lei piacevano tanto quelle scarpe lucenti, rosse come lamponi, come melagrane, che non riusciva a pensare ad altro. Era tutta intenta a girare e rigirare i piedini, tanto che si dimenticò di cantare.
Quando uscirono dalla chiesa, il vecchio soldato esclamò:
"Che belle scarpette da ballo!".
A quelle parole la bambina prese a piroettare e non riuscì più a fermarsi, tanto che parve avesse perduto completamente il controllo di sé. Danzò una gavotta e poi una ciarda e poi un valzer, volteggiando attraverso i campi.
Il cocchiere della vecchia signora si lanciò all'inseguimento della bambina, la prese e la riportò nella carrozza, ma i piedini che indossavano le scarpette rosse continuavano a piroettare nell'aria. Quando riuscirono a togliergliele, finalmente i piedi della bambina si quietarono.
Di ritorno a casa, la vecchia signora lanciò le scarpette rosse su uno scaffale altissimo e ordinò alla bambina di non toccarle mai più. Ma lei non riusciva a fare a meno di guardarle e desiderarle. Per lei erano ancora la cosa più bella che si trovasse sulla faccia della terra.
Poco tempo dopo, mentre la signora era malata, la bambina strisciò nella stanza in cui si trovavano le scarpette rosse. Le guardò, là in alto sullo scaffale, le contemplò, e la contemplazione si trasformò in potente desiderio, tanto che la bambina prese le scarpe dallo scaffale e subito se le infilò, pensando che non sarebbe accaduto nulla di male.
Ma non appena le ebbe ai piedi subito si sentì sopraffatta dal desiderio di danzare.
Danzò uscendo dalla stanza, e poi lungo le scale, prima una gavotta, poi una ciarda e poi un valzer vertiginoso. La bambina era in estasi, e si accorse di essere nei guai solo quando volle girare a sinistra e le scarpe la costrinsero a girare a destra, e volle danzare in tondo e quelle la obbligarono a proseguire. E poi la portarono giù per la strada, attraverso i campi melmosi e nella foresta scura.
Appoggiato a un albero c'era il vecchio soldato dalla barba rossiccia, con il braccio al collo.
"Oh che belle scarpette da ballo!" esclamò.
Terrorizzata, la bambina cercò di sfilarsi le scarpe, ma più tirava e più quelle aderivano ai piedi.
E così danzò e danzò sulle più alte colline e attraverso le valli, sotto la pioggia e sotto la neve e sotto la luce abbagliante del sole. Danzò nelle notti più nere e all'alba, danzò fino al tramonto. Ma era terribile: per lei non esisteva riposo. Danzò in un cimitero e là uno spirito pronunciò queste parole:
"Danzerai con le tue scarpette rosse fino a che non diventerai come un fantasma, uno spettro, finchè la pelle non penderà sulle ossa, finchè di te non resteranno che visceri danzanti. Danzerai di porta in porta per tutti i villaggi, e busserai tre volte a ogni porta, e quando la gente ti vedrà, temerà per la sua vita".
La bambina chiese pietà, ma prima che potesse insistere le scarpette rosse la trascinarono via.
Danzò sui rovi, attraverso le correnti, sulle siepi, e danzando danzando arrivò a casa, e c'erano persone in lutto. La vecchia signora era morta.
Ma lei continuava a danzare.
Entrò danzando nella foresta dove viveva il boia della città. E la mannaia appesa al muro prese a tremare sentendola avvicinare.
"Per favore" pregò la bambina mentre danzava sulla porta del boia, "Per favore mi tagli le scarpe per liberarmi da questo tremendo fato".
E con la mannaia il boia tagliò le cinghie delle scarpette rosse. Ma queste le restavano ai piedi.
E lei lo pregò di tagliarle i piedi, perché così la sua vita non valeva nulla. Il boia allora le tagliò i piedi.
E le scarpette rosse con i piedi continuarono a danzare attraverso la foresta e sulla collina e oltre, fino a sparire alla vista.
E ora la bambina era una povera storpia, e doveva farsi strada nel mondo andando a servizio da estranei, e mai più desiderò delle scarpette rosse.
di Hans Christian Andersen

Wrote By: LastExile
commenti (57)
Date: martedì, 24 aprile 2007
Time: 10:29
°°PIOGGIA°°
Pioggia batti sul vetro del mio cuore,
batti sulla mia tristezza,
sul vuoto della mia mente.
Portami un attimo di realtà,
un filo a cui aggrapparmi,
una lacrima che non sia di dolore.
Batti dolcemente pioggia,
e svegliami da questa noia,
che mi fa morire di malinconia.

Wrote By: LastExile
commenti (29)
Date: giovedì, 19 aprile 2007
Time: 15:41
- NOIA -
E' difficile, dopo questi giorni trascorsi a vivere intensamente, a sorridere ininterrottamente ed essersi abituati ormai a questo diverso e più vivace ritmo, luminoso, allegro e coinvolgente. E' difficile rassegnarsi e doversi riambientare ad un altro stadio, sospeso in un periodo indefinito di tempo, che ti costringe a rallentare le tue funzioni vitali ad una specie di torpore, un entusiasmo diluito che si stempera nel fascino soffuso del meditare.
E' necessario cambiare il ritmo ed il respiro, ritrovare una lentezza estenuante di maree antiche, così lento, il vuoto, ed è spossato il mio sangue senza ossigeno, senza scopo, senza bruciore. Ed è in questo cambiamento che le percezioni del tempo si confondono, i luoghi appaiono più distanti, più vuoti e l'aria ormai è pesante. Un cielo blu intenso, un cielo vuoto e profondo, un sogno lontano che lascia ora un respiro vago sentore d'abbandono. Sola nel vuoto...
Eppure non c'è scelta più comoda che lasciarsi trascinare dagli eventi... lasciarsi trasportare dalle onde, rimanendo a pelo della superficie, cercando di sfiorare quella pellicola impalpabile di giochi di luce e di aria, increspature, riflessi... Non mi rimane che combattere il vuoto con i miei pensieri, lasciare che si arrampichino come ragnetti sui miei quaderni intonsi e sopra il nulla, lasciare che a salvarmi sia ancora una volta questa arte, questa mia arte che lascivamente sfiora la follia.
Signora dei miei respiri, Signora del mio fuoco e del mio sangue, quella che impugno non è la mia penna, tuttavia mai non mancherà di inchiostro e pagine e giorni vuoti e pensieri da intrecciare, generare nel nulla il caos e dal caos i molteplici mondi e la loro poesia insensata, le loro filosofie bislacche, e l'arte sublime, e i loro arcani, e le parole.
Soffro di questo caldo come malessere. Rimango imbronciata, in questo vuoto, rimango sospesa. Reagisci, ti prego, a questo torpore... ho paura di perdermi laggiù, sola nel nulla.

Wrote By: LastExile
commenti (34)
Date: venerdì, 13 aprile 2007
Time: 15:14
CONIGLIO TRAGICO
Coniglio tragico, un dipinto.
Le orecchie incrostate verdi come il grano.
La fronte scura rivolta alle stelle.
Un dipinto appeso al muro di casa mia, solo
come sono e non sono i
conigli. Una gota enfia e rossa,
tutta Arte, il naso vibrante,
abitudine dura a morire.
Anche tu puoi essere un Coniglio tragico: verde e rossa
la tua schiena, blu il tuo petto virile.
Ma se mai ti pungesse l'estro di essere tale,
bada alla Vera Carne; ti
sbalzerà dal tuo cavalo di tragedia
come uno spettro
infrange il marmo: le tue ferite risaneranno
e presto l'acqua
sarà gelosa di te.
I conigli dipinti sulla bianca carta
perdono tutta la grazia nel loro frenetico riprodursi;
e le orecchie di grano diventano corni.
E dunque attento se la vita tragica ti pare bella...
presi nella tagliola
tutti i colori son simili a sciabole del sole e a forbici del Dio Vivente.
(Stan Rice, 1975)

Wrote By: LastExile
commenti (35)
Date: venerdì, 06 aprile 2007
Time: 14:53
Words of Emily Dickinson
There is a word
Which bears a sword
Can pierce an armed man -
It hurls it's barbed syllables
And is mute again -
But where it fell
The saved will tell
On patriotic day,
Some epauletted Brother
Gave his breath away.
Wherever runs the breathless sun -
Wherever roams the day,
There is it's noiseless onset -
There is it's victory!
Behold the keenest marksman!
The most accomplished shot!
Time's sublimest target
Is a soul "forgot"!

66 (Diabulus in Musica) Linea 77 feat Subsonica
Sei l’affanno il brivido la perdita
del ritmo regolare del respiro
Mi nascondo
dietro parole inutili
Righe parallele che non si incontrano
Destini quasi a perdersi
nell’infinito
E non fermarti adesso
Libero TU SEI di essere LIBERO DI ESSERE
Niente più NIENTE PIU’ di un numero
Le conseguenze
che mi aspettano
nascoste dietro la luce soffusa
della stanza mi assalgono
comprimono il cervello
stringono la presa e mi confondo
non respiro più
lo sguardo cade su un particolare ormai dimenticato
la testa gira ferma tutto voglio scendere
da questa paranoia
Libero TU SEI di essere LIBERO DI ESSERE
Niente più NIENTE PIU’ di un numero
SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà
TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa
SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà
TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa
SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà
TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa
Ora che non sei più solo
ora che cosa c’è
l’incertezza di restare appeso ad un filo
con la paura di volare alto
confondo nello spazio
vuoto
ridendo mi nascondo
cado
non c’è più spazio per l’indecisioni
prendere o lasciare accettare
di cadere ancora
ancora
Libero TU SEI di essere LIBERO DI ESSERE
Niente più NIENTE PIU’ di un numero
SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà
TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa
SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà
TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa
SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà
TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa
SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà
TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa
SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà
TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa
Wrote By: LastExile
commenti (31)
Date: sabato, 10 marzo 2007
Time: 17:34
Pensa
(Fabrizio Moro)
Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine
Appunti di una vita dal valore inestimabile
Insostituibili perché hanno denunciato
il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato
Uomini o angeli mandati sulla terra per combattere una guerra
di faide e di famiglie sparse come tante biglie
su un isola di sangue che fra tante meraviglie
fra limoni e fra conchiglie... massacra figli e figlie
di una generazione costretta a non guardare
a parlare a bassa voce a spegnere la luce
a commententare in pace ogni pallottola nell'aria
ogni cadavere in un fosso
Ci sono stati uomini che passo dopo passo
hanno lasciato un segno con coraggio e con impegno
con dedizione contro un'istituzione organizzata
cosa nostra... cosa vostra... cos'è vostro?
è nostra... la libertà di dire
che gli occhi sono fatti per guardare
La bocca per parlare le orecchie ascoltano...
Non solo musica non solo musica
La testa si gira e aggiusta la mira ragiona
A volte condanna a volte perdona
Semplicemente
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che sono morti giovani
Ma consapevoli che le loro idee
Sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole
Intatte e reali come piccoli miracoli
Idee di uguaglianza idee di educazione
Contro ogni uomo che eserciti oppressione
Contro ogni suo simile contro chi è più debole
Contro chi sotterra la coscienza nel cemento
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che hanno continuato
Nonostante intorno fosse tutto bruciato
Perché in fondo questa vita non ha significato
Se hai paura di una bomba o di un fucile puntato
Gli uomini passano e passa una canzone
Ma nessuno potrà fermare mai la convinzione
Che la giustizia no... non è solo un'illusione
Pensa prima di sparare
Pensa prima dì dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Pensa.

Wrote By: LastExile
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Lagrime Acide Versate InvanoThe Dante's Inferno Test
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|---|---|
| Purgatory (Repenting Believers) | High |
| Level 1 - Limbo (Virtuous Non-Believers) | Very Low |
| Level 2 (Lustful) | High |
| Level 3 (Gluttonous) | Low |
| Level 4 (Prodigal and Avaricious) | High |
| Level 5 (Wrathful and Gloomy) | High |
| Level 6 - The City of Dis (Heretics) | Very Low |
| Level 7 (Violent) | Very High |
| Level 8- the Malebolge (Fraudulent, Malicious, Panderers) | High |
| Level 9 - Cocytus (Treacherous) | Low |
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